Bellatrix Ethereum: The Merge is coming

Indice dei Contenuti

Tempo di Lettura: 4 minuti

Bellatrix Ethereum: aggiornamento avvenuto con successo

In breve:

  1. Bellatrix Ethereum rappresenta la prima fase del tanto atteso The Merge;
  2. con il nuovo aggiornamento è stata aggiornata l’EVM, in cui vengono ospitate le dApp;
  3. la fusione vera e propria è prevista per il 15 settembre, con una riduzione dell’energia consumata di oltre il 99%.

Il Merge di Ethereum è ormai nelle ultime fasi di implementazione, e nella data del 6 settembre, come da previsioni, ha finalizzato l’aggiornamento Bellatrix.

Il tanto atteso “The Merge” è quindi alle porte con società come Coinbase che hanno persino lanciato nuovi token, tra cui cbETH.

Tuttavia, molti si chiedono a cosa serve Bellatrix e quali siano le peculiarità di questo aggiornamento in vista di eventuali operazioni o strategie speculative.

Dovremmo però partire dall’obiettivo finale del Merge per comprendere Bellatrix, ovvero il passaggio dalla Proof of Work alla Proof of Stake.

Il processo cambierà quindi il funzionamento della blockchain, con l’obiettivo di rendere il network di Ethereum un luogo più economico e meno dispendioso dal punto di vista energetico.

Copia di Copertina YT 1

Bellatrix Ethereum: cosa include l’aggiornamento?

L’aggiornamento Bellatrix di Ethereum ha segnato i primi passi verso la buona riuscita del Merge. In particolare, è stata aggiornata l’EVM (Ethereum Virtual Machine), ovvero quella parte del network in cui vengono ospitate le nostre care dApp.

Stando alle fonti di Ethereum Foundation, ciò incrementerà la sicurezza offrendo una maggiore scalabilità della rete stessa, preparando l’intero ecosistema all’avvento di Ethereum 2.0 e, quindi, preparandosi all’adozione di massa.

Il completamento del Merge è previsto all’incirca per il 15 settembre, stando alla Roadmap ufficiale che vediamo qui sotto.

Cosa succederà dopo Bellatrix?

Dopo l’aggiornamento di Bellatrix di Ethereum, seguiranno un paio di step importanti.

Il primo è stato la possibilità di implementare l’aggiornamento Serenity, ovvero la prima fase per il rilascio di ETH 2.0.

Serenity ha poi una seconda fase volta ad aggiornare il protocollo di Consenso, Casper, per implementare poi il meccanismo della Proof of Stake. Com’è facile intuire, parliamo di un enorme passo per l’intero ecosistema Ethereum, che ormai da anni attira sviluppatori e amanti del web decentralizzato, nonché aziende che vogliono rimanere al passo con i tempi sfruttando tecnologie innovative.

L’unico problema, ad oggi, era appunto la scalabilità, che secondo le previsioni dovrebbe essere risolta con il nuovo aggiornamento.

Come comportarsi in vista del Merge Ethereum?

Il comportamento a seguito dell’aggiornamento Bellatrix su Ethereum e in vista del Merge cambia ovviamente in base alle proprie strategie e alla propria posizione.

Possiamo infatti distinguere due figure principali: i possessori di nodi e gli stakers.

I possessori di nodi sono coloro che, appunto, possiedono un nodo Ethereum e aiutano quindi a migliorare la sicurezza convalidando le transazioni.

Dopo il Merge, un nodo completo di Ethereum rappresenta una combinazione di due elementi importanti:

  • un client del livello di consenso (CL) che esegue la Beacon chain con proof-of-stake
  • un client del livello di esecuzione (EL) che gestisce lo stato dell’utente ed esegue i calcoli per le transazioni

Il client EL e CL comunicheranno su un’unica porta con un nuovo insieme di metodi JSON RPC, che prenderà il nome di Engine API. I due client si autenticano a vicenda, quindi gli operatori dei nodi devono fare riferimento alla documentazione dei loro client per sapere come configurare il tutto.

Detto in termini più semplici, chi eseguiva già un nodo su Beacon Chain dovrà eseguire anche un client su EL. Allo stesso modo, chi eseguiva nodi su rete proof-of-work, dovrà eseguire un client su CL.

Per comunicare in modo sicuro, bisogna spostare almeno un token JWT su ogni client. Maggiori informazioni su come eseguire il proprio nodo correttamente sono disponibili qui.

Per quanto riguarda la posizione degli stakers, sappiamo che i validatori devono garantire che le transazioni degli utenti e i blocchi di transizioni di stato che creano e attestano siano validi. A tal fine, ogni nodo Beacon Chain deve essere abbinato a un client del livello di esecuzione.

Da notare poi che più validatori possono essere accoppiati a una singola combinazione di nodo beacon e EL, ampliando quindi le responsabilità dei validatori, aumentando allo stesso tempo il diritto alle commissioni di priorità della transazione associata (che attualmente vanno ai miners).

Lo Staking Launchpad contiene inoltre una cosiddetta Merge Readiness Checklist che gli staker possono utilizzare per assicurarsi di aver completato ogni fase del processo per eseguire un validatore.

Per chi invece detiene degli ETH e usa le applicazioni Ethereum on-chain o, comunque, possiede degli Ethereum su un qualsiasi Exchange, non bisogna fare nulla. Ovviamente, se dovessero esserci procedure o avvertimenti sul processo, sarà l’Exchange stesso ad avvisare l’utente (come per il blocco di prelievi e depositi durante le fasi di completamento del Merge).

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