Bridge blockchain e Bridge Polkadot: come funzionano?

Indice dei Contenuti

Tempo di Lettura: 5 minuti

L’importanza dei Bridge blockchain e dei bridge Polkadot

In breve:

  1. i bridge blockchain sono strumenti che consentono l’esecuzione di operazioni su più blockchain;
  2. i bridge Polkadot sono i bridge per eccellenza, con alcuni progetti emergenti che rivoluzioneranno il Web 3.0;
  3. operare un multichain è un qualcosa di sempre più diffuso, e potrebbe rappresentare il futuro del mondo blockchain.

Molti di voi sanno sicuramente che il Web 3.0 rappresenta la nuova frontiera di Internet, una soluzione innovativa rispetto a ciò a cui siamo abituati. In questo mondo, il termine bridge blockchain gioca un ruolo di fondamentale importanza in quanto rappresenta un vero e proprio ponte tra due reti.

In tal senso, protocolli come Polkadot nascono con l’intento di unire più blockchain tra loro, creando un ecosistema unico in cui l’utente può selezionare la chain che più soddisfa le proprie esigenze.

D’altronde, una singola blockchain non può essere perfetta in tutto, motivo per cui si pensa che il futuro di questo settore vedrà protagonisti i protocolli multichain. In questo articolo vedremo brevemente come funziona un bridge blockchain e quali sono i bridge Polkadot più utili.

bridge blockchain bridge polkadot

Background sulla blockchain

Per comprendere come funzionano i bridge blockchain, bisogna fare un passo indietro per capire l’attuale situazione. Consideriamo l’infinità di progetti esistenti al mondo, e teniamo a mente quante blockchain servono per mantenerli efficienti e operativi.

Ora, cerchiamo anche di realizzare quante nuove blockchain nascono nel tempo, e come la loro nascita comporti un graduale distaccamento tra tutte quelle esistenti. La maggior parte delle blockchain, infatti, finisce per rimanere tagliata fuori, operando in autonomia e limitando l’esperienza dell’utente.

Tutto ciò va contro il principio di decentralizzazione, che mira ad offrire soluzioni personalizzate senza un ente centrale o un’entità singola che gestisca l’intero protocollo.

Da ciò nasce l’importanza dei bridge, ovvero dei ponti che consentono di interconnettere più blockchain tra loro.

Cos’è un bridge blockchain

Un bridge blockchain è una connessione che consente di trasferire di token digitali da una blockchain a un’altra. Entrambe le catene possono avere diversi protocolli al loro interno, ognuno con le proprie regole, comunità e modelli di governance.

Tuttavia, la presenza di un bridge fornisce un sistema molto intuitivo e funzionale per operare da entrambi i lati.

Un utente che detiene degli Ethereum potrebbe facilmente trasferire dei token su rete Fantom per utilizzare i protocolli all’interno della Fantom blockchain, magari perché hanno degli APY più alti o semplicemente per i bassi costi di transazione.

Allo stesso modo, l’utente potrebbe decidere in un secondo momento di trasferire nuovamente i token da rete Fantom a Ethereum in vista di un nuovo aggiornamento del protocollo, come ad esempio il passaggio ad ETH 2.0.

Ciò fa già capire quanto disporre di un bridge blockchain possa cambiare le carte in tavola per tutti gli utenti.

Tipi di bridge blockchain

Compresa la definizione di bridge blockchain, passiamo ora alle tipologie di ponti esistenti. In linea di massima, possiamo affermare che esistono due tipologie di ponti:

  1. Bridge basati sulla fiducia
  2. Bridge trustless, ovvero non basati sulla fiducia

In particolare, i primi sono rappresentati dalla fiducia che si ripone si una federazione o sull’ente che permette di utilizzare il bridge. I secondi, invece, sono totalmente decentralizzati, e si utilizzano tramite smart-contract che contengono, appunto, codici al loro interno.

L’interazione senza fiducia è infatti imposta dalla tecnologia (e/o dal meccanismo di incentivo) dietro il sistema piuttosto che da una promessa o da un accordo legale come avviene nel primo caso.

Esempi di Bridging

Uno degli esempi più concreti di bridge blockchain è il bridge Polkadot. Polkadot, infatti, è un ecosistema progettato come infrastruttura di base per offrire scalabilità, interoperabilità e sicurezza necessarie per creare un futuro multichain.

polkadot bridge 1
Visione di Polkadot. Fonte: Polkadot

In particolare, le diverse parachain layer-1 consentono di interagire e comunicare tra loro all’interno dell’ecosistema. tuttavia, Polkadot permette anche alle parachain e alle reti esterne come Bitcoin o Ethereum di interoperare tramite Birdge blockchain appositi.

Ce ne sono già diversi operativi, e tantissimi sono in fase di sviluppo per collegare Polkadot a reti esterne e creare un vero e proprio ecosistema decentralizzato in cui ognuno può operare con la blockchain che più preferisce.

E poiché Polkadot è stato progettato per ridurre al minimo la mediazione nei sistemi digitali, i ponti senza fiducia sono generalmente preferiti all’interno dell’ecosistema, eliminando quindi il problema dei bridge blockchain centralizzati di cui abbiamo parlato prima.

Bridge Polkadot

Tantissimi si chiedono quali sono i bridge Polkadot disponibili per l’esecuzione delle proprie operazioni. Al momento, pensiamo sia utile citare alcuni di quelli più importanti che sono in via di sviluppo grazie ai programmi della Web3 Foundation.

Interlay, per esempio, sta costruendo un bridge Polkadot-Bitcoin totalmente trustless, che permetterà agli utenti di coniare asset sostenuti da Bitcoin con un rapporto 1:1. PolkaBTC può essere utilizzato con qualsiasi dApp o parachain di Polkadot, proprio come un asset nativo.

logo interlay
Logo Interlay. Fonte: https://interlay.io

Un altro esempio di bridge Polkadot è Snowfork, che vuole creare una connessione ETH-DOT. Questo permetterà non solo di trasferire ETH da Ethereum a Polkadot, ma anche di operare con altri asset ERC20 e di usare smart contract cross-chain per operazioni più complesse.

Ancora, Darwinia sta realizzando un bridge Polkadot senza permessi che offre una decentralizzazione efficiente e a basso costo. Si potranno trasferire token cross-chain e NFT, così come eseguire altre operazioni cross-chain, con la futura implementazione di reti come BSC, Tron e Filecoin.

darwinia network
Darwinia Network. Fonte: https://darwinia.network/

Ulteriore esempio di bridge Polkadot è ChainX, un gateway di criptovalute che sta progettando ponti verso diverse reti e ha implementato persino una connessione da BTC a Substrate. Il processo di bridging è gestito da validatori tramite il metodo di Consenso Proof of Stake di ChainX, che controlla un wallet BTC multi-sig.

chainx logo
Logo ChainX. Fonte: https://chainx.org/

Altri progetti importanti relativi ai bridge Polkadot sono Centrifuge e Bifrost, anch’essi con un altissimo potenziale nel lungo termine.

Conclusioni

I bridge blockchain, e in particolare i bridge Polkadot, sono strumenti che diventeranno senza ombra di dubbio protagonisti del settore. Abbiamo già visto nelle nostre strategie DeFi come le operazioni di bridging possano tornare utili per mettere a rendimento i propri token.

Studiare quelli esistenti può essere d’aiuto, ma conoscere progetti futuri del calibro di Interlay e Darwinia è senza ombra di dubbio un enorme vantaggio.

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