Che cosa è una criptovaluta – 3 casi d’uso delle cripto

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Tempo di Lettura: 6 minuti

Che cosa è una criptovaluta: i casi d’uso delle cripto

In breve:

  1. Per capire come funzionano le criptovalute bisogna sapere che non sono solamente degli asset digitali con un determinato valore di mercato;
  2. oltre alle leggi della domanda e dell’offerta, una criptovaluta ha un valore intrinseco che deriva dal suo utilizzo;
  3. in base al tipo di blockchain su cui gira un token e alla sua natura, un token può essere usato nel mondo reale per migliorare determinati processi;
  4. ciononostante, le cripto vengono spesso viste solamente come strumento speculativo.

Per definire brevemente cosa sono le criptovalute, possiamo dire che si tratta di monete digitali che si muovono attraverso la blockchain. Abbiamo già spiegato cosa è la blockchain e alcuni aspetti tecnici che fanno comprendere il meccanismo di validazione delle transazioni al suo interno e la sua natura di sistema decentralizzato.

Di conseguenza, questa guida si focalizzerà principalmente sui casi d’uso delle cripto, in modo da andare oltre la loro “semplice” natura di strumenti finanziari. Dopodiché, faremo una piccola introduzione a come funziona il trading di cripto.

che cosa è una criptovaluta

Chi c’è dietro le criptovalute?

Dato che sappiamo già il funzionamento della blockchain e il motivo per cui è decentralizzata e immutabile, potremmo chiederci chi c’è dietro le criptovalute. In linea di massima, possiamo parlare di team di developers che sviluppano in maniera indipendente una blockchain, e emettono degli smart-contract al suo interno.

Gli smart-contract, infatti, consentono non solo di approvare transazioni e accordi tra due parti, ma anche di creare i cosiddetti token, conosciuti comunemente anche come criptovalute, coin o monete digitali.

Solitamente, molti usano il termine token quando ci si muove in ambito DeFi, mentre usano il termine coin o cripto quando ci si muove all’interno di Exchange centralizzati come Binance.

Ovviamente non si tratta di regole, ma è bene capire che la differenza è praticamente inesistente.

Tornando a chi c’è dietro le criptovalute, sappiamo per esempio che per bitcoin il creatore è conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, mentre esistono progetti come Ethereum il cui creatore è il giovanissimo Vitalik Buterin, che non si nasconde dietro nessun nome fittizio.

satoshi nakamoto Bitcoin

La principale differenza tra una società e un team di sviluppatori di criptovalute ed ecosistemi decentralizzati è che le prime sono controllabili da un singolo individuo o un piccolo gruppo di persone, mentre i secondi conferiscono il potere alla community.

In questo senso, possiamo parlare di uno dei primi casi d’uso delle cripto, ovvero i processi di governance.

Per cosa si usano le criptovalute?

Caso 1: governance

Uno dei casi d’uso delle criptovalute è senza dubbio la possibilità di partecipare ai processi di governance. Immaginiamo un caso in cui ci siano le elezioni e il popolo debba scegliere il candidato migliore a seconda degli obiettivi e della situazione del Paese.

In queste situazioni, oltre ai lunghissimi processi burocratici, si assiste spesso ad episodi di corruzione, compravendita di voti e modifiche illecite delle informazioni.

Grazie ai modelli di governance decentralizzati, una comunità può invece votare in maniera trasparente e sicura usando un determinato token. Su blockchain, infatti, è possibile creare reti pubbliche e accessibili a tutti gli utenti, che possono interagire con l’ecosistema usando il token nativo del network.

Tutti i detentori del token possono votare una proposta. La proposta può riguardare il futuro di un protocollo (es. un protocollo di savings decentralizzato come Anchor Protocol) o, più concretamente, la scelta di una figura di un governo.

Inoltre, i votanti potrebbero esprimere la propria opinione anche se lontani dal Paese di origine, bypassando tutti i costi di viaggio per tornare in patria e votare. Immaginate, quindi, i risparmi in termini di carburante, carta per le schede elettorali, tempi burocratici e probabilità di corruzione o modifica dei dati.

Le informazioni, infatti, sarebbero scritte sulla blockchain, con i risultati del voto disponibili a tutti. Un esempio reale è lo stato del West Virginia, che è diventato il primo Stato a testare i sistemi di voto decentralizzato tramite Blockchain in un’elezione federale.

west virginia criptovalute

In quel caso, è stato eseguito un test pilota per i membri del servizio militare che non potevano votare di persona.

Caso 2: digitalizzazione dei beni

Nonostante molti pensino che il crypto trading sia l’unica cosa che si possa fare con le criptovalute, diversi non sanno che alcuni token consentono di ottenerela digitalizzazione di metalli preziosi. In poche parole, il loro valore è legato al bene fisico.

Ciò permette di massimizzare la liquidità all’interno dei mercati tradizionali che, spesso, non sono accessibili ai piccoli retailer. Ciò vale sia per un mercato come quello delle stock e dei metalli preziosi, ma anche per altri settori come quello immobiliare e automobilistico.

Invece di vendere fisicamente un immobile, l’utente può comprare una sua versione tokenizzata su cui otterrà un diritto di proprietà e di autenticità. Tutte le informazioni sono scritte su blockchain, trasparenti e accessibili.

L’immediatezza, se comparata a un sistema di vendita immobiliare tradizionale, è veramente notevole. Un asset – quindi una criptovaluta – può anche essere frazionato fino a un certo numero decimali. Questi vengono definiti dal codice dello smart-contract, che come detto all’inizio consente di creare una criptovaluta.

Caso 3: creazione di applicazioni

Quando si pensa a cosa è una criptovaluta, molti pensano subito a Bitcoin ed Ethereum. Se la prima funge principalmente da bene di riserva e sistema di pagamento transnazionale, Ethereum consente di creare applicazioni decentralizzate.

Nonostante le dApps vengano create sulla blockchain, la criptovaluta di Ethereum (ETH) consente di pagare le commissioni –gas fees – per il loro sviluppo. Inoltre, data l’altissima quantità di protocolli ed ecosistemi decentralizzati, il token ETH risulta uno dei più utilizzati in ambito DeFi.

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Funzionamento EVM Ethereum. Fonte: https://ethereum.org/en/developers/docs/evm/

Non a caso, ETH è la seconda criptovaluta dopo BTC in termini di capitalizzazione di mercato. La possibilità di lanciare smart-contract ha letteralmente rivoluzionato il mondo blockchain, aprendo la strada ai protocolli di lending, borrowing, ai marketplace NFT e alle pool di farming e staking.

Esiste anche la possibilità di guadagnare criptovalute giocando all’interno di app decentralizzate e ricevendo ricompense in token. Basta sapere che soltanto le 3 criptovalute principali del settore play-to-earn hanno una capitalizzazione di mercato di oltre 10 miliardi di dollari.

Trading crypto come funziona

Chi sa cosa è una criptovaluta sa benissimo che, nonostante i casi d’uso delle criptovalute elencati sopra, il trading crypto è sicuramente una delle attività più diffuse degli ultimi tempi. Sono milioni gli investitori provenienti da tutto il mondo che decidono di investire nel settore per ottenere un ritorno economico.

In questo caso, sapere come investire in criptovalute emergenti o, comunque, progetti solidi, può essere molto d’aiuto. Il trading di criptovalute, infatti, non deve essere visto come una scommessa o, come molti lo definiscono, un gioco d’azzardo.

Esistono tantissime realtà del mondo blockchain che, a prescindere dagli andamenti di mercato, possono avere un uso concreto e volto a migliorare le nostre attività quotidiane. Ecco perché il trading, oltre che essere visto come strumento di speculazione del breve termine, dovrebbe essere visto anche come investimento di lungo periodo.

Fondamentalmente, il trading crypto può essere riassunto in 3 semplici passaggi:

  1. si acquista una determinata quantità di asset, ad esempio 1 BTC;
  2. il prezzo di bitcoin sale rispetto al nostro prezzo di acquisto;
  3. vendiamo i bitcoin acquistati in precedenza, ottenendo un controvalore in euro o dollari più alto di quello investito.

Long e short

Tenendo a mente la logica di comprare basso e vendere alto, si può dire che il trading di criptovalute è un attività che si svolge spesso nel breve termine. Questo diventa ancora più chiaro sapendo che sul trading esistono anche strumenti che consentono di ottenere profitti anche quando il mercato scende.

Definiamo quindi i termini long e short.

Aprire una posizione long significa “sperare” che il prezzo della cripto su cui si investe salga. Se il prezzo scende, si va in perdita. Al contrario, andare short consente di ottenere un profitto quando il prezzo di mercato scende. Se il prezzo sale, si va in perdita.

Chi sa bene come funziona il trading di criptovalute e come muoversi nel mercato, può usare strumenti di questo tipo per sfruttarne la volatilità su diversi timeframe.

C’è chi preferisce fare scalping, operando più volte anche nel giro di pochi minuti, e chi preferisce fare trading intraday o settimanale. Tutto dipende dalla propria strategia, dalla propensione al rischio e dalle proprie capacità.

Dato l’alto potenziale di profitto generabile col trading, quando si pensa a come funzionano le criptovalute si pensa principalmente al loro uso speculativo, e non alle applicazioni che potrebbero avere nel mondo reale come abbiamo visto sopra.

Conclusioni

Abbiamo visto brevemente 3 possibili casi d’uso delle criptovalute, definendo cosa è una criptovaluta e chi sono i creatori alle spalle di tutti i token esistenti. È chiaro che non tutti i progetti sono solidi e promettenti.

Anzi, la maggior parte dei progetti emergenti si rivelano spesso essere truffe. Ecco perché bisogna sempre fare le proprie ricerche prima di investire in criptovalute, soprattutto quando si è agli inizi.

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