Cosa sono gli smart contract – Vantaggi e svantaggi

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Tempo di Lettura: 5 minuti

Smart contract: panoramica generale dei contratti intelligenti

In breve:

  1. Cosa sono gli smart contract? Si tratta di contratti intelligenti che consentono di automatizzare le operazioni in campo blockchain;
  2. grazie ad essi è nata tutta una serie di ecosistemi decentralizzati che permettono di eseguire operazioni veloci e senza intermediari;
  3. essi si basano su linguaggi di programmazione, e dettano delle regole che non possono essere modificate.

Sono tantissimi gli utenti che si chiedono cosa sono gli smart contract e quale sia la loro definizione. Come abbiamo già anticipato quando abbiamo parlato di cos’è la blockchain, gli smart contract sono dei veri e propri programmi che girano sulla blockchain di Ethereum (anche se funzionano su tante altre reti).

Essi consentono di automatizzare i processi facendo rispettare le regole a tutti gli utenti, eliminando tutti i problemi di corruzione e sfruttamento del proprio potere.

cosa sono gli smart contract 1

Cosa sono gli smart contract: definizione

Fondamentalmente, possiamo definire gli smart contract come delle sorte di codici che rappresentano determinate funzioni.

Ogni contratto elabora dei dati, stabilisce delle regole e opera in maniera automatizzata. Se c’è un’interazione tra due utenti, questi firmeranno (approveranno) uno smart contract come garanzia dello scambio tra le due parti.

È come effettuare uno scambio sfruttando un intermediario che però, oltre a prevedere delle spese (il dipendente allo sportello, per esempio), ha bisogno di una certa fiducia. Lo smart contract, invece, non ha bisogno di fiducia (è automatico e immutabile), e opera istantaneamente ad un costo irrisorio (a seconda della blockchain).

Chi ha inventato gli smart contract?

La prima volta che si è sentito parlare di smart contract è stato quando Nick Szabo, giurista e crittografo, ha pubblicato un documento nel 1995 in cui menzionava pubblicamente questo tipo di strumenti.

Successivamente, nel 1997, lo stesso Szabo ha creato una guida agli smart contract in cui spiegava in maniera molto dettagliata il loro funzionamento, la loro logica e il modo in cui utilizzarli.

Tuttavia, come è facile intuire, a quei tempi non erano disponibili gli strumenti necessari per l’applicazione di un contratto intelligente in un determinato campo. Le transazioni, infatti, non erano ancora programmabili, e non era presente nessun sistema in grado di riconoscere i codici al loro interno.

La prima volta che furono usati gli smart contract, o comunque delle forme molto simili di automazione, si è infatti vista con la nascita di Bitcoin e il progetto di Satoshi Nakamoto nel 2009. A quel tempo, appunto, i contratti intelligenti sono stati usati per la produzione dei blocchi della blockchain.

Ad oggi, invece, gli smart contract veri e propri sono usati maggiormente su Ethereum, che ha fatto di questi strumenti la caratteristica principale dell’intero ecosistema. La principale differenza tra Bitcoin ed Ethereum, infatti, è che sul secondo sono presenti sistemi di automazione dei processi che permettono persino di lanciare nuove criptovalute all’interno della blockchain.

Come è fatto uno smart contract?

Abbiamo già detto che per comprendere cosa è uno smart contract bisogna immaginare una sorta di insieme di codici che definiscono regole e azioni. In linea di massima, possiamo dire che per creare uno smart contract bisogna conoscere i principali linguaggi di programmazione.

In particolare, chi vuole creare uno smart contract su Ethereum può usare il linguaggio Solidity. Dopodiché, bisognerà verificare il funzionamento del contratto tramite JavaScript VM. Per capire com’è fatto, invece, basta leggere i vari comandi inseriti all’interno del contratto.

Un esempio concreto di vita reale può essere uno smart contract in cui avviene una prestazione fornita da una parte X verso una parte Y. In poche parole, l’utente X che offre la prestazione verrà pagato in maniera automatizzata da Y al raggiungimento di determinate condizioni.

Per esempio, si potrebbe decidere di effettuare il pagamento di 1 ETH in 3 rate alla fine di ogni mese. Quindi, si scrive il contratto in linguaggio Solidity tenendo a mente che, il 30 di ogni mese l’utente Y dovrà versare 0,33 ETH nel wallet dell’utente X.

cosa sono gli smart contract
Esempio di Smart contract

Possiamo paragonare questo processo ad una situazione in cui si approva l’invio di denaro in maniera automatica tramite conto corrente verso un altro individuo o società. In quel caso, però, ci si affida sempre ad un ente terzo (circuito di pagamenti o banca) che farà da tramite tra entrambe le parti.

Se sappiamo come creare uno smart contract e come usarlo, invece, possiamo eseguire la stessa identica operazione senza dover riporre la nostra fiducia in un sistema di pagamento. Basterà depositare il proprio denaro all’interno del contratto, e questo eseguirà in maniera imparziale le operazioni al raggiungimento delle condizioni stabilite (es. l’arrivo della fine del mese).

Ecco perché quando si spiega cosa è uno smart contract  si parla di sistemi trustless, ovvero assenti da fiducia.

Smart contract: pro e contro

Com’è facile intuire, usare smart contract può significare un enorme vantaggio per le grandi società e aziende che vogliono semplificare i processi e i movimenti di denaro mantenendo alto il livello di sicurezza. Allo stesso tempo, sapere cosa è uno smart contract aiuta gli investitori nel campo delle criptovalute e blockchain a comprendere determinati meccanismi, come l’utilizzo di soluzioni di staking, farming e liquidity mining.

Difatti, in ambito DeFi usare smart contract è all’ordine del giorno. Basta pensare che esistono interi protocolli come TheGraph volti alla semplificazione del lancio di smart contract, e che ogni giorno vengono verificati centinaia di nuovi contratti intelligenti.

cosa sono gli smart contract Ethereum
Contratti giornalieri verificati su Ethereum. Fonte: Etherscan

Per quanto riguarda i vantaggi di usare smart contract, possiamo dire che:

  1. sono precisi, in quanto il requisito principale di uno smart contract è la registrazione dei termini e delle condizioni in modo dettagliato
  2. sono trasparenti, dato che i termini sono completamente visibili e accessibili a tutte le parti interessate, senza modo di contestarli una volta che il contratto è stabilito. Inoltre, ciò evita incomprensioni e interpretazioni errate
  3. sono veloci, poiché sono online e aumentano l’immediatezza delle transazioni senza elaborare manualmente i documenti
  4. sono sicuri e rispettosi dell’ambiente, grazie alla crittografia avanzata che viene usata per il loro sviluppo e l’assenza di carta
  5. sono economici poiché viene eliminata la maggior parte degli intermediari che prevedono costi aggiuntivi

Alcuni svantaggi, però, potrebbero essere relativi a:

  1. mancanza di regolamentazione ufficiale per usare smart contract
  2. scalabilità limitata su alcune blockchain costose e più lente
  3. necessità di sviluppatori esperti per la correzione di bug ed eventuali malfunzionamenti

Conclusioni

Abbiamo visto brevemente cosa sono gli smart contract e come funzionano. Com’è facile intuire, si tratta di strumenti particolarmente potenti e avanzati che consentono di automatizzare in maniera efficiente i processi all’interno di un protocollo o ecosistema.

Tra l’altro, poterli usare in ambito aziendale consente anche agli imprenditori di migliorare notevolmente i propri processi di governance, di movimenti di denaro e di gestione delle informazioni. Questo perché contratti del genere non servono soltanto per investire in criptovalute, ma per gestire efficientemente grandi moli di dati.

Se volete saperne di più, non esitate a leggere anche cos’è una criptovaluta, senza dimenticare di seguirci sui nostri canali!

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