Finanza decentralizzata: guida alla DeFi 2022

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Tempo di Lettura: 9 minuti

Guida completa su come investire nella DeFi e a cosa serve la finanza decentralizzata

La DeFi, o finanza decentralizzata, è uno dei termini più in voga tra tutti gli amanti del mondo cripto. Tuttavia, non parliamo di un semplice trend come potrebbe essere, secondo alcuni, quello degli NFT, ma di una vera e propria rivoluzione del mondo cripto.

Non a caso, la finanza decentralizzata ha una TVL (Total Value Locked) di oltre 200 miliardi. Ciò significa che gli investitori hanno un totale di 200 miliardi all’interno della DeFi, una cifra veramente importante se si considera il breve periodo di tempo dal giorno in cui è nata.

Ma cosa significa finanza decentralizzata? Quali sono i rischi della DeFi? Vedremo tutto nel dettaglio in questa guida completa.

finanza decentralizzata defi

Finanza decentralizzata: cosa è? Come funziona?

Dobbiamo vedere la finanza decentralizzata come un enorme ecosistema all’interno della blockchain. Diciamo che la blockchain è il mezzo grazie al quale la DeFi riesce a muoversi. La peculiarità, però, è che tutti i movimenti, le operazioni e le transazioni vengono eseguiti tramite gli smart-contract, ma andiamo per ordine.

Fondamentalmente, la DeFi è un metodo alternativo per accedere a servizi finanziari, proprio come in una banca. Tuttavia, non avremo mai a che fare con un intermediario, un ente terzo o una qualsiasi altra istituzione pubblica.

Se, per esempio, vogliamo ottenere un prestito da una banca, dovremmo firmare tutta una serie di documenti ed avere determinate garanzie. Chi non ha garanzie, infatti, difficilmente riesce ad ottenere un prestito più o meno sostanzioso da una banca centralizzata.

Allo stesso modo, la DeFi richiede determinate garanzie, che però non hanno niente a che vedere con contratti di lavoro, immobili e simili. Basta mettere parte dei propri fondi a collaterale, e si può facilmente ottenere una certa somma da usare in base alle proprie esigenze.

a cosa serve la finanza decentralizzata
Differenza tra CeFi e DeFi

In questo esempio, parliamo del cosiddetto borrowing, una strategia DeFi che diversi investitori attuano per aumentare la propria posizione su un asset o per avere liquidità da usare a proprio piacimento.

Per definizione, quindi, la DeFi è un insieme di servizi finanziari che vengono eseguiti tramite blockchain, e non nel “mondo reale”. Non si interagisce con persone fisiche o banche ma, come detto sopra, tramite gli smart-contract.

In questo senso, i casi d’uso della DeFi sono innumerevoli, ma vediamo prima cosa è uno smart-contract.

Cosa è uno smart-contract

Gli smart-contract sono il pane quotidiano di tutti coloro che vogliono eseguire operazioni DeFi. Si tratta, in breve, di contratti intelligenti che sanciscono un patto virtuale tra l’investitore e il protocollo decentralizzato.

Cerchiamo di spiegarlo con termini più semplici: se Luca vuole interagire con una piattaforma decentralizzata come Anchor Protocol, ci sarà il bisogno di firmare dei termini e condizioni che, normalmente, richiedono la presenza di un intermediario (banche o istituzioni).

In questo caso, la finanza decentralizzata richiede la semplice firma di uno smart-contract, che automaticamente creerà tutte le condizioni accettate dall’investitore e dal protocollo.

Quindi, se Luca sa che Anchor offre il 20% APY su stablecoin, il contratto creerà una condizione in cui, a patto che Luca depositi dei fondi in UST su Anchor, Anchor gli pagherà degli interessi pari al 20% sotto forma di token.

Dato che in DeFi l’obiettivo è quello di rimuovere gli intermediari per dare accesso libero a tutti i tipi di utenti, questa viene governata dagli smart-contract. Ciò aiuta a ridurre l’errore umano e, di conseguenza, ad evitare episodi di corruzione, motivo per cui si parla di operazioni P2P (peer-to-peer).

Ovvio che i rischi della DeFi possono essere molto elevati, come abbiamo descritto nel nostro articolo sui rischi della DeFi 2.0.

Importanza della DeFi: vantaggi

Rispetto alla finanza centralizzata, i vantaggi della finanza decentralizzata sono innumerevoli. Innanzitutto, si riescono ad abbattere i costi ‘’classici’’ del mondo fisico come edifici, stipendi ai dipendenti, apparecchiature elettroniche e quant’altro.

Ovvio che per creare un ecosistema DeFi bisogna avere un team e i giusti strumenti, ma questi sono sostanzialmente ridotti rispetto ad una banca.       Tra l’altro, essendo open-source, gli sviluppatori possono talvolta partecipare agli sviluppi di determinati aspetti delle piattaforme.

Il potere, inoltre, è in mano alla community nella maggior parte dei casi, e non nelle mani di uno o una manciata di individui che tengono in piedi tutto il sistema. Ecco perché si parla di mercati aperti senza necessità di documenti, carte da firmare e procedure burocratiche infinite.

Ciononostante, la DeFi riesce a mantenersi totalmente trasparente, con la possibilità per gli utenti di vedere tutte le singole transazioni all’interno della blockchain, cosa che solitamente le banche non fanno.

Allo stesso tempo, le piattaforme DeFi consentono di ottenere ritorni sui propri investimenti molto più elevati della norma. Basti pensare alle cosiddette pool di farming, che talvolta riescono ad offrire cifre da capogiro come il 3000% APY, percentuali costantemente aggiornate e molto più precise della finanza tradizionale.

Va da sé che ad ogni tipologia di investimento DeFi che si esegue, va associato un determinato livello di rischio.

Quali sono i rischi della DeFi?

Come in ogni tipologia di investimento, che sia puramente speculativo o progettato per il lungo termine, la DeFi include dei rischi. Il primo è sicuramente il rischio tecnologico: data la natura digitale di questi sistemi, non è raro che un hacker o un malintenzionato cerchi di far breccia.

Esistono, infatti, diverse casistiche di hack DeFi come nel caso di Cream Finance e Poly Network, protocolli a cui sono stati sottratti rispettivamente 130 milioni e 600 milioni di dollari. In tali episodi, si tratta quasi sempre di furti di liquidità, ovvero fondi che vengono depositati dagli investitori in cambio di una percentuale delle commissioni di transazione all’interno di una coppia di asset.

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Oltre al rischio tecnologico, c’è il rischio legato al token stesso su cui si investe. Se, per esempio, decidiamo di investire 100$ su Wonderland, che offre ritorni economici dell’80.000%, ma il prezzo crolla drasticamente, rischieremmo di andare in perdita.

Ancora, c’è il rischio di rug pull o truffe da parte degli sviluppatori stessi della piattaforma. Infatti, ogni giorno vengono lanciati centinaia e centinaia di token e piattaforme nuove che, apparentemente, appartengono al mondo DeFi.

Nascono addirittura veri e propri progetti che, una volta creata una community pronta ad investire, lanciano il progetto per poi sparire nel nulla con i fondi depositati dagli investitori. Come se non bastasse, ci sono tanti altri rischi legati all’Impermanent Loss, al costo delle fee talvolta troppo elevate e a tutta una serie di parametri di cui non parleremo in questa sede.

Quello che ci interessa, in questo momento, è capire a cosa serve la finanza decentralizzata e cosa si può fare con essa.

A cosa serve la finanza decentralizzata?

Abbiamo capito che la finanza decentralizzata è un’alternativa alla finanza tradizionale e che offre una serie di vantaggi molto allettanti per chi non ha capitali enormi da investire e vuole ottenere ritorni economici notevoli rispetto alla norma.

Staking

La prima cosa di cui potremmo parlare, quindi, è la possibilità di mettere in staking i propri fondi. Lo staking si può eseguire su piattaforme centralizzate come Binance. Tuttavia, le piattaforme centralizzate offrono spesso ritorni economici minori in quanto sono loro stesse a mettere in staking i vostri fondi in DeFi.

Quindi, conviene quasi sempre sapere come investire nella DeFi e, quando possibile, usare soluzioni di staking decentralizzato per aumentare le proprie rendite. Bisogna logicamente tenere conto della propria disponibilità, dell’esposizione al rischio e del costo delle commissioni come vedremo più avanti.

Per chi non sa cosa è lo staking, si tratta di una soluzione che consente di depositare i propri token in una cosiddetta pool, e ottenere percentuali di interesse anche importanti pagati nello stesso token o in token alternativi.

Un esempio concreto che abbiamo già visto è lo staking di AXS grazie a Ronin Wallet.

Borrowing e Lending

Le strategie di borrowing stanno ad indicare quelle situazioni in cui si prendono in prestito dei fondi da un protocollo. Se, per esempio, abbiamo 500$ in token LUNA ma vogliamo aumentare la nostra esposizione a LUNA stesso, possiamo richiedere un prestito su Anchor Protocol.

Basta mettere a collaterale, ovvero dare come garanzia i nostri fondi, e Anchor ci darà un determinato ammontare di token da spendere come vogliamo. L’ammontare varia in base a quanto collaterale offriamo. Ciò, ovviamente, implica il rischio di essere liquidati in caso di cali repentini di prezzo.

Chi vuole capire come investire nella DeFi e eseguire strategie di borrow, inoltre, dovrebbe avere un po’ di conoscenza in più, in quanto bisogna sapere esattamente ciò se si sta facendo.

Le operazioni di lending, invece, sono esattamente l’opposto di quelle di borrowing. In questo caso, si offre del denaro in prestito a patto di ricevere un determinato ammontare di commissioni dopo un certo lasso di tempo.

Il rischio qui è un po’ minore, ma come sempre bisogna fare attenzione all’andamento del token su cui investiamo.

Trading e futures

Alcuni protocolli nascono per diventare DEX, ovvero dei veri e propri Exchange senza nessun tipo di intermediario. In questo caso, si possono eseguire operazioni di trading accurate come in un normalissimo Exchange.

Alcuni permettono persino di operare sui futures o sul margin trading in maniera molto intuitiva.

Come investire nella DeFi: requisiti

Capire come investire nella DeFi non è poi così difficile. Basta tenere in considerazione tutti i rischi del caso, e fare soprattutto attenzione alle piattaforme DeFi su cui si investe.

Va presa in considerazione anche la blockchain di riferimento. Inizialmente, la DeFi era maggiormente conosciuta su Ethereum. Adesso, però, nascono tantissime piattaforme DeFi su blockchain Fantom, Avax, BSC, Polygon e molto altro.

Per quanto riguarda i requisiti, oltre ai fondi a disposizione, bisogna avere un non-custodial wallet come Metamask o Trustwallet.

Solitamente è meglio utilizzare Metamask in quanto è disponibile anche in versione desktop, molto più chiara e intuitiva delle versioni per dispositivi mobili.

defi metamask
Metamask

Basta scaricare l’estensione di Metamask dal sito ufficiale. Ci si registra, si apre il wallet e si è pronti a trasferire i propri fondi nel wallet.

Invitiamo quindi a leggere le nostre guide su come inviare token da Binance a Metamask e come importare un token su Metamask.

Una volta aperto il proprio wallet, si può direttamente andare sul protocollo di proprio interesse e iniziare ad eseguire le operazioni in base alle strategie da attuare.

Per darvi un’idea di ciò che è attualmente utilizzato dalla maggioranza degli investitori, vediamo un po’ quali sono le migliori piattaforme DeFi 2022.

Migliori piattaforme DeFi 2022

Ecco una breve lista delle migliori piattaforme DeFi 2022. Le consideriamo le migliori non perché vogliamo dare consigli di investimento, ma perché sono quelle più gettonate attualmente sul mercato e con il maggior ammontare di fondi depositati all’interno stando alle fondi di DeFillama.

defillama
DeFi Llama

Tuttavia, considereremo anche il costo medio di transazione, quindi salteremo protocolli come WBTC che girano solo su rete Ethereum.

Curve Finance

Curve Finance è uno dei protocolli DeFi più in voga da diverso tempo, sia per la sua versatilità che per il numero elevatissimo di soluzioni che offre.

Appartiene alla categoria dei DEX, ma viene spesso usato per accedere alle sue pool su diverse blockchain. Difatti, si può accedere grazie a blockchain Ethereum, Avalanche­, Fantom, Polygon, Arbitrum, Optimism, Gnosis e Harmony.

Per quanto riguarda le pool, si possono trovare pool in USD, BTC, ETH e tantissime altre altcoin.

Aave

Saltiamo MakerDAO e Convex Finance dato che girano solo su Ethereum (spesso proibitiva per le gas fee) e andiamo subito su Aave, piattaforma DeFi multichain che gira su Ethereum, ma anche AVAX e Polygon.

Aave è principalmente una piattaforma di lending, quindi è adibita al prendere in prestito o ad emettere prestiti con i propri fondi.

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Si possono ottenere percentuali più o meno alte non solo su criptovalute come ETH  e WBTC, ma anche su stablecoin DAI, USDT e USDC.

Anchor Protocol

Anchor Protocol è uno di quei protocolli che, nonostante la sua giovinezza, è riuscito a scalare le classifiche di tutte le piattaforme DeFi esistenti, superando persino Uniswap che fino allo scorso anno era ritenuto il miglior protocollo in assoluto.

Nonostante giri solo su blockchain Terra, Anchor si presenta come una soluzione particolarmente economica e redditizia allo stesso momento. Le fee, infatti, ammontano a pochi centesimi per operazione, ma si possono ottenere ritorni del 20% APY su stablecoin senza operazioni macchinose.

Punti chiave e domande frequenti

Per ricapitolare, cerchiamo di rispondere ad alcune delle domande più comuni sulla finanza decentralizzata:

Cos’è DeFi?

Si definisce DeFi tutto l’ecosistema governato dalla blockchain che offre soluzioni finanziare alternative. Queste soluzioni sono accessibili a tutti, senza intermediari e funzionano tramite smart-contract.

La DeFi conviene?

La DeFi conviene nel momento in cui si sa a cosa si va incontro e quando si comprende appieno una piattaforma. In linea di massima, trattandosi di un settore emergente, si tratta di un investimento con potenziali elevati, ma allo stesso tempo con rischi da non sottovalutare.

DeFi e metaverso: quali sono le differenze?

Metaverso e DeFi sono due cose molto diverse ma con un elemento in comune: la decentralizzazione. Il primo, però, mira a creare una sorta di mondo virtuale simile a quello reale, mentre la seconda vuole offrire a tutti la possibilità di investire senza dover essere necessariamente benestanti.

Conclusioni

Abbiamo visto come la DeFi sia un pilastro vero e proprio del mondo delle criptovalute. Non si tratta del semplice trading o di strategie di HODL, ma di soluzioni innovative che in alcuni casi consentono di mediare il prezzo medio d’acquisto.

Inoltre, la finanza decentralizzata ha provato di non essere una semplice moda del momento, ma di poter funzionare in maniera costante e sicura, considerando sempre i rischi correlati all’investimento.

Se masticate già un po’ di terminologia DeFi e sapete come muovervi, date un’occhiata alla sezione Esperto del blog. Se vi è piaciuta la guida, fateci sapere sui nostri social se volete approfondire qualche argomento in particolare!

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